Textus Originalis
CAPITOLO LXXXIV. Kitàb Gawàhir 'al 'alfāz, ecc. (gioielli lessicografici e novelli splendori), dell' 'imām e dottore 'Abū Muhammad ^Abd 'ar Rahmān 'ibn Muhammad, 'As Siqillī (il Siciliano) (1). In nome del Dio pietoso e benigno, nel quale io mi affido. Lode a Dio principio e fine [d'ogni cosa]: Egli che fa quant'Ei vuole e quanto Ei si propone; che mostrò ai suoi servi [la via] onde s'arriva a conoscerlo, ed affinchè [i trasgressori] non gli attribuissero colpa, avvertilli prima, e spiegò chiaramente alle sue creature [il dover loro], infino a che Ei suggellò i suoi precetti con la religione del suo eletto (Maometto). Oltre a ciò Iddio, ch'Egli sia lodato, privilegiò con esimie virtudi gli antesignani della sua religione e gli ausiliari del suo profeta. Poscia ispirò agli uomini, secondo i lumi intellettuali e l'acume di ciascuno, il modo come si ritrova il Suo vero e come si promuove l'osservanza de' Suoi precetti; aprì un sentiero [che mena] alla verità, e questo fu il credere; attestò che il segreto del credere è l'adoperare il criterio; e per [fissare il] criterio pose quattro caratteri: comando;
Note a pie di pagina
1 (1) Codice di Leida, copiato il 649 (1251-2), nel nuovo Catalogo, IV, 323, N. 2162. Warn. 529.