Textus Originalis
questo titolo ha la variante Tatqīf 'al lisān (Raddrizzamento della lingua) e per vero il vocabolo tatqīf conviene a lingua. (1) Sulwān 'al Mutā^ fī ^Udwān 'at tibā^ (leggasi 'al 'Atbā^ = Conforti al principe nimicato da' suoi), per 'Abū ^Abd 'Allah Muhammad 'ibn Muhammad, lo stesso che [il nominato altrove] 'Abū 'Abd 'Allah Muhammad 'ibn 'abī 'al Qāsim 'ibn ^Alī, 'al Qurāšī (della tribù Coreiscita) comunemente chiamato 'Ibn Zafar 'al Makkī, [e intitolato] Huggat 'ad dīn, il grammatico, morto l'anno cinquecensessantotto (1172-3). Il quale compose questo libro per un certo qāyd siciliano, l'anno cinquecencinquantaquattro (1159-60). L'opera [dopo l'invocazione a Dio e il nome dell'autore] incomincia così: « La gratitudine verso Dio, ch'Egli sia lodato ed esaltato, è il più splendido ammanto [ond'uom possa] ornarsi; la lode [che s'innalza] a Dio, il più efficace [mezzo di ottener] bene in questa vita e nell'altra », ecc. Indi l'autore aggiunse all'opera due altri quaderni (2). Il Sulwān è stato messo in versi da Tāg 'ad dīn 'Abū ^Abd 'Allah 'ibn 'as Singārī, morto l'anno settecento novantanove (1396-7). Tratta dei principii fondamentali della filosofia morale e de' più notevoli fatti storici de' principi, sotto specie di linguaggio d'uccelli e di
Note a pie di pagina
1 (1) III, 611, N. 7227. Si vegga il nostro Cap. LXXIX, pag. 620, e la mia versione del Sulwān, Firenze, 1851. (2) Par che il bibliografo accenni all'altra edizione, come or noi diremmo, del Sulwān, ch'ei crede posteriore a quella di Sicilia, ed io suppongo anteriore. V. il Sulwān, ediz. cit., pag. XXIV, LXVIII e 214 segg.