Textus Originalis
belve. Parecchi l'hanno tradotto. L'autore della versione persiana [che corre sotto il titolo di] Riād 'al Mulūk fī Riādāt 'as Sulūk (Giardini regii ed esercizi storici) si travagliò a mettervi in principio ed in fine degli altri racconti; v'aggiunse [poi addirittura] alcuni fatti del Sultano 'Uways 'al Galāyrī (1). Il libro originale è scompartito in cinque [capitoli, ciascun de' quali intitolato] Sulwānah (maniera di conforto); in guisa che, dopo il capitolo dell'introduzione che dà un'idea generale dell'opera, viene il primo capitolo: Dell'abbandono in Dio e di ciò che ne nasce; capitolo secondo: Del conforto e de' suoi avvantaggi; capitolo terzo: Delia costanza e della sua utilità; capitolo quarto: Del contentamento e delle felicità sue; e capitolo quinto: Dell'abnegazione e delle sue conseguenze. L'ultima parte [della detta versione persiana] tocca le condizioni dello šayh 'Uways 'al Galāyrī. Ai tempi nostri il Sulwān è stato tradotto per bene in lingua turca, dallo šayh 'al 'islām Muhammad 'Amīn Efendī 'ibn Hallī 'al 'Aswad, comunemente detto Qarah Zādih, morto l'anno millecensessantotto (1754-5): che Dio abbia misericordia di lui. (2) Šāfī fī ^ilm 'al qawāfī ([Metodo] salutare
Note a pie di pagina
1 (1) Su questa dinastia turca, che regnò nell' ^Irāq tra il XIV e il XV secolo dell'era volgare, si vegga D'Herbelot, Bibl. orientale, sotto il nome di Avis, com'egli trascrisse; e Sacy Chrest. 2a ediz., tomo II, 85, che scrive Ouvaeys. (2) IV, 7, N. 7384. È qui il luogo di ricordare il Codice dell'Escuriale, notato da Casiri, vol. I, pag. 82: « Poetae eloquentiae in compendium contracta, auctore Abilcassem Ali Ben Giaphar, vulgo Ebn Cataa, origine Siculo, patria Hispalensi ».