Textus Originalis

piccolo rub^ (quarta, o quartiglio: in Sicilia si dicea comunemente t a b ā ^ ī) che si dà a novero [non a peso]. Il dirham è scadente anch'esso. V'ha dei mezzi dirham, detti qīrāt; dei quarti; degli ottavi e de' sedicesimi detti qurnūbah (o qarūbah, Carrubba) e si spendon tutti a novero. Quivi non è lecito di pagare con ritagli (ritagli d'oro, su l'uso de' quali si vegga Sacy, Chrest, 2a ediz., I, 248). I pesi da monete (sāngah, plurale sīnāg: V. De Goeje, Glossario, op. cit., IV, 265) di questi paesi son di vetro stampato, come abbiam detto dei ritl [di piombo]. Il ritl di Tunis consta di dodici once ('ūqīah) e l'oncia di dodici dirham ». CAPITOLO LXXXVIII. Da un codice erroneamente intitolato Murūg 'ad dahab, ecc. (Prati d'oro e miniere di gemme) ed attribuito ad 'Al Mas^ūdī (1). Tra le isole del Magrib nel Mediterraneo è da annoverare la Sicilia, grande isola che gira quindici giorni di cammino. È vasto reame con monti, alberi, fiumi e seminati. Giace quest'isola di faccia all'Affrica [propria]. [Sorge] in essa un monte, dal quale continuamente vien fuori del fumo e del fuoco. Esso gitta in mare dei massi di fuoco, che somigliano a corpi senza teste ed a teste senza corpi (2). Sovente n'esce una lingua [di fuoco] che entra in mare: essa brucia quante bestie e serpenti vi incontra; i quali poi son dalle onde gittati in sulla spiaggia. Nessuno può avvicinarsi a questa montagna.

Note a pie di pagina

1 (1) Dal codice di Parigi, Anc. Fonds, 599, A. (2) V. i nostri Cap. XVIII, e XLVIII, vol. I, pag. 245; II, 111.