Textus Originalis

CAPITOLO XCV7II. Dal Fawàt 'al wafayàt (Supplemento all'opera necrologica di 'Ibn Hallikān), per Salàh 'al Kutubī (Salāh 'ad dīn, il libraio), come chiamavano Muhammad 'ibn Sàkir 'ibn 'Ahmad (1). ^Abd 'al ^Azīz (2) 'ibn 'al Husayn 'ibn 'al Habāb 'al 'Aglabī, 'as Sa^dī 'as Siqillī (della famiglia aglabita, della tribù di Sa^d, il Siciliano) noto sotto il nome di 'Al Qādī 'al galīs (il cadī assiduo) (3), morì l'anno cinquecensessantuno (7 novembre 1165 a 27 ottobre 1166), che avea già passati i settant'anni. Egli era stato preposto, insieme con 'Al Muwaffaq 'ibn 'al Halāl, al Dīwān 'al 'Insā' (Ufizio di composizione nella segreteria di Stato del

Note a pie di pagina

1 (1) Stampato a Būlāq il 1283 (1866-67). (2) Tomo I, pag. 354 e 355. (3) Questo è titolo non già nome. Si vegga il Capitolo dell'Husn 'al muhādarah di 'As Suyūtī, da noi citato nel Capitolo LXIII, pag. 465 di questo volume, nota 5, e pag. 476, nota 1. 'As Suyūtī chiama 'Al Qādī 'al galīs un 'Abū 'al Fadl da Naplusa, che lasciò volontariamente la magistratura del Cairo; fuvvi sostituito nel 544 da un Siciliano, detto 'Al Qādī 'ar rašīd (il cadī giusto) e ripigliolla alla costui morte. Non fa dunque alcuna maraviglia se dopo parecchi anni comparisce un altro « cadì assiduo » in persona del siciliano ^Abd 'al ^Azīz.