Textus Originalis
califo fatemita) 'Al Fāyz. Si hanno di lui questi versi (1). Il Qādī 'al galīs 'ibn 'al Habāb avea un gran naso; onde il hatīb (predicatore) 'Abū 'al Qāsim Hibat 'Allah 'ibn 'al Badr, noto sotto il nome d' 'Ibn 'as Sayyād, s'era messo fitto a pungerlo e burlarlo, scrivendo a proposito di quel suo naso più di mille versi maqtū^ (2). Ma venne in aiuto di lui il poeta 'Abū 'al Fath 'ibn Qādūs, coi seguenti due versi (3). Il Qādī 'al galīs, in morte del suo padre, che avea fatto naufragio in una fiera tempesta, dettò una elegia della quale ecco un verso: « Ed io con ogni aura gli mandava un saluto; con l'aura che soffiava il mattino e con quella della sera. Dettò ancora questi altri versi: (4).
Note a pie di pagina
1 (1) Ho soppresi, al solito, i versi. (2) Ossia « tronchi ». Nome tecnico di un piede del verso, al quale si tronca una sillaba. (3) Ho soppresso al solito i versi. (4) Idem.