Textus Originalis

fico [allude alla] moschea di Damasco e l'ulivo a Gerusalemme: alla quale opinione egli si accosta, al par che Qatādah, Ka^b e 'Ibn Zayd (1). La Sicilia è grande isola, lunga sette giornate di cammino e larga cinque. Questo vocabolo è nome di una città, e si è esteso a tutta l'isola; la quale ha di molte [altre] città e delle ròcche famose. Sorge nel mar di Siria, di faccia ad una parte dell'Affrica; dalla quale è distante un giorno ed una notte [di navigazione]. La Sicilia fu conquistata [dai Musulmani] l'anno dugentododici; poscia il Sommo Iddio l'ha data in poter dei Cristiani, i quali incominciarono a soggiogarla l'anno quattrocencinquantacinque (4 genn. a 24 dic. 1063) e compirono il conquisto l'anno quattrocentottantacinque (12 febb. 1092 - 31 genn. 1093). Tra' poeti di questa isola [si annovera] 'Abù Muhammad ^Abd 'al Gabbār 'ibn 'abī Bakr 'ibn Hamdīs, [lodato] per eletto linguaggio, vivaci metafore, bello stile, piglio grazioso, immagini gentili e [verso] armonioso. Venne in Ispagna a corte di 'Al Mu^tamid ^alā 'Allah 'abū 'al Qāsim Muhammad 'ibn ^Abbād, di Siviglia; del quale ei cantò le lodi con poesie peregrine, e [appo di lui] illustrò le buone lettere col suo spirito brioso ed elevato. Tra' versi d' 'Ibn Hamdīs, che corrono fluenti al par dell'acqua e poco manca che non partecipino della natura dell'aria, [che già] penetrano in [tutti] i geniali ritrovi, sono i seguenti, tolti da una sua qasīdah, ecc. (2).

Note a pie di pagina

1 (1) Altri notissimi Tradizionisti; de' quali il primo, Qatādah da Bassora, nacque il 60 e morì il 117 dell'ègira. (2) Seguono tre versi, de' quali il primo è quello che abbiam