Textus Originalis
§ 3. Tra i medesimi [poeti siciliani va noverato] 'Al Mutabbiq 'as Siqillī, notevole per linguaggio puro e per immagini gentili; il quale ne' componimenti bacchici imitò ed agguagliò 'Al Hasan 'ibn Hānī. Ecco alcuni versi d'un suo ditirambo cantabile: « Brillava (entro) il nappo, e gittava su la massa delle tenebre un manto di bianca luce ». « Persilo ad una gazzella, dalle ciglia [languide e quasi] sonnolente: ahi ch'esse lasciavano l'insonnio negli occhi miei »! « Rifulse allor il liquore nel bianco schietto della sua mano, come il Sole quando irradia bello e spuntato ». « Sì, apparve un Sole: a levante la man che mesceva; all'occaso i labbri di costei ». « E quando [il liquore] fu ascoso nella sua bocca, surse nella guancia il rossore del tramonto ». Vedi, o lettore, che peregrina immagine è quel « tramonto nella sua bocca », e quanta eleganza v'ha nella similitudine « surse nella sua guancia il rossore del tramonto ». Se poi il poeta in famihi (la sua
Note a pie di pagina
1 dato nel Cap. LIX, § 10 e, a pag. 358 di questo volume. L'autore qui esclama: « Vedi [o lettore] quanto è graziosa quella metafora, quanto è squisita questa immagine! Un'altra sua qasīdah su la stessa rima incomincia, ecc. » E così 'Ibn Dihyah va citando altri versi del nostro poeta e d'altri che trovarono immagini ed espressioni somiglianti, e ne va notando quelle che gli sembrano bellezze. Sono sforzato a sopprimere le sue osservazioni estetiche, perchè, secondo il mio disegno, non posso trascrivere tutti i versi; e senza quelli mal si comprenderebbe la critica d' 'Ibn Dihyah.