Textus Originalis

[stuolo] che badasse a questo [castello] e ne intraprendesse l'assedio, perchè gli Arabi non son buoni ad [operazioni militari] di questa fatta; conoscono le stuoie (1) non le fortezze, e buscan molto nelle pianure e punto ne' mal terreni. Indi salpò l'armata, tutta quant'era, sentendosi impotente a liberare i compagni; i quali, partita ch'essa fu, rimasero lì scemati dal ferro (2) e bruciati dal fuoco; finché furono tutti esterminati e la morte li prostrò [facendo lor battere a terra] il volto e le narici. La sorte di cotesti rejetti dal principio alla fine, dall'esordio alla chiusura, procede secondo il divin detto: « O voi che credete, « rammentate il benefizio che Iddio vi largì quando « vennero ad assalirvi gli eserciti e noi mandammo « contro di essi un vento e degli eserciti che voi non « vedevate » (3). Lode a Dio che assistè l' 'islām e gli die' vittoria; lo esaltò e lo fece risplendere; ma distrusse il politeismo e lo annichilì; umiliollo e lo bandì ». La partenza dell'armata frustrata e perdente aizzò Ruggiero. Poco appresso egli accadde che comparisse l'armata degli Almoravidi capitanata da Maymūn 'ibn Muhammad 'ibn Maymūn (4) ricordato di

Note a pie di pagina

1 (1) Son qui i soliti bisticci della prosa rimata. Ho letto huṣur l'ultimo vocabolo per cagion delle prime due sillabe alliterate con huṣūn (fortezze) che segue: ed è quello il plurale di haṣīr, stuoia di canne, di giunco, di papiro, ecc. Senza ciò andrebbe letto hasar «affanno».

2 (2) Il testo ha « dall'uccisione », che non sarebbe stato sopportabile in italiano.

3 (3) Corano XXXIII, 9, nel qual verso si allude a' casi dell'esercito dei Coreisciti che assediò Maometto in Medina.

4 (4) Così parmi da correggere il testo che fa: Maymūn Muhammad 'ibn Maymūn. Cf. St. dei Mus., III, 378, nota.