Textus Originalis

investitura dell'ufizio di wālī in Sicilia e le condoglianze per la morte del suo fratello 'Ahmad. L'anno trecensessantasei (30 agosto 976 - 18 agosto 977) l'emiro 'Abū 'al Qāsim ^Alī, movendo alla guerra, passò nella Terra grande (la terraferma d'Italia) e posto il campo in un luogo che si chiamava 'Al 'Abragah (1), accortosi che l'esercito avesse raccolto troppo numero di bestiame bovino e pecorino, biasimò fortemente i suoi d'essersi aggravati d'impedimenti, in guisa da non poter più guerreggiare. Ond'egli fece scannar tutti quegli animali e spargerli qua e là: e ne rimase a quel posto il nome di Manāh 'al baqar (la posata delle vacche) e così la chiamano fin oggi (2). Le sue genti fecero correrie da tutte le parti in Terraferma; dettero il guasto ad alcune città e indi 'Abū 'al Qasim fece ritorno in Sicilia, vittorioso e trionfante. 'Abū 'al Qāsim continuò a guerreggiare fino all'anno trecensettantadue (26 giugno 982 - 14 giugno 983), quando combattè contro i Franchi la battaglia, nella quale egli incontrò il martirio: e però lo si ricorda col nome di martire. Egli fu ucciso nel mese di muharram dell'anno suddetto (26 giugno a 25 luglio 982), dopo avere governata la Sicilia da wālī per dodici anni, cinque mesi ed alcuni giorni. Dopo il martirio di 'Abū 'al Qāsim, il suo figliuolo Gābir prese il governo senza investitura del califo. Questo Gābir si comportò male.

Note a pie di pagina

1 (1) V. 'Ibn 'al 'Athīr ad ann. nel nostro Cap. XXXV, pag. 432 del 1° vol. dove si accenna alle regioni nelle quali seguirono le scorrerie, ma non si danno i nomi qui citati.

2 (2) Id. Il « fin oggi » si riferisce alla età dell'autore citato da Abulfeda e così tornerebbe al XII secolo.