Textus Originalis
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ottennero, che la cultura e Chiesa latina si avessero il disopra; come non minore fu l'opera ed il tempo che scorse, pria che l'arte di governo e di amministrare dalle mani degli esperti Saraceni passasse in quelle dei militi italiani e francesi, conoscitori delle leggi di guerra, ma non di quelle di pace. Le cancellerie musulmane sopravvissero agli ultimi Nor manni, ed i loro registri si consultavano ancora sotto gli Svevi. Sven turatamente di tanti preziosi monumenti non abbiam che scarse reli quie, pochi diplomi greci ed arabici, i quali, trasmessi a noi uniti e confusi co' latini, soffrirono strazio maggiore nelle vicissitudini dei tempi, perchè più non compresi. Ma è a convenire, che l'ignoranza istessa, la quale ne' tempi anti chi cagionò la dispersione di queste carte, fu causa più tardi che esse venissero salvate da totale rovina. Scritte in lingua e caratteri, più o meno, sconosciuti, esse ebbero un valore, solo per ciò; e gelosamente cu stodivansi dagli stessi Archivarî, sottratte sinanco allo sguardo del volgo profano. La parola greco suonava qualche cosa di recondito; e quella poi di saracenico, tutto quanto di arcano e di favoloso restasse nella mente pregiudicata del popolo, relativamente ad un tempo in cui i nemici di Dio governavan quest' Isola. E nemici di Dio non furon solo i Saraceni, ma anche gli Ebrei, e come idolatri i Fenicî, i Greci ecc. del cui dominio in Sicilia si ebbero sempre tradizioni incerte e con fuse. E però è meritevole di osservazione, come mentre nel rovescio del diploma scritto in greco si avvertiva di esser questo graece scriptum, in quello degli arabi indistintamente segnassesi or punice, or hebraice, or saracenice, colle quali parole tutt'uno forse voleasi significare. L'importanza di queste carte non è a disconoscersi da alcuno. Esse accrescono di buon numero il nostro tesoro diplomatico, di cui son certo la parte più antica e pregevole. Perduto quasi ogni ri cordo scritto delle dominazioni romana e bizantina, di cui l'incon sulto odio religioso de' Saraceni volle cancellar sin la memoria, di strutto ogni vestigio dell'araba, per la guerra di pari natura, non meno odiosa nè meno inconsulta, de' Cristiani, i documenti più antichi della storia, che ancor ci rimangono, son quei de' Normanni, e tra essi i diplomi arabi e greci, perchè greca ed arabica fu a preferenza la lingua, che fu dapprima adoprata. Le raccolte diplomatiche, infatti, che sono per le mani di tutti, fra le quali la prima quella del Pirri, han principio da' due Ruggieri, ed i diplomi che vengono in esse esibiti, in gran parte non sono che traduzioni dal greco. Antiche al paro de-