Textus Originalis
— XII —
della storia; i quali, restituito alla conveniente dignità lo studio del l'età di mezzo, hanno osservato, che da questi documenti soltanto può attingersi la verità nella genuina narrazione de' fatti. Documenti e rac conti d'ogni genere, carte logore e consunte scritte in greco barbaro, si traggon fuori ogni giorno in esame al filosofo ed al filologo: e men tre il primo si afferra alle piccole notizie, che in sua mano bastino a spiegar lo svolgimento della vita de' popoli; l'altro vi sa leggere un altro svolgimento, quello della lingua, e nella stessa corruzione, sin nei solecismi, trova il germe del volgare greco odierno. Le recenti pubblicazioni diplomatiche del Müller, del Miklosich, del Pitra, del Theiner, del Tafel, del Thomas, dell'Archivio napoletano ecc. sono per l'uno e per l'altro prezioso tesoro. Nè gli arabisti son da meno in quest'opera. Sfiorati i classici, o per dir meglio i poeti, scienziati e filologi dell'epoca aurea arabica, si son rivolti anch'essi ai secoli posteriori, nel cui studio si pro pongono al bello accoppiare ancor l'utile. Ed a ragione; avvegnachè tutto quanto riguarda i paesi, dove coll'islâm passò il Corano e la sua lingua, è pieno d'attualità e d'interesse non poco per le nazioni, le quali hanno rapporti con essi. I possedimenti, che Francia, Russia, Inghilterra ecc. hanno ne' paesi musulmani, han fatto sentir la ne cessità di conoscer meglio la storia e la geografia, i costumi e le leggi di quei popoli, e quest'ultime con ispecialità; dacchè meglio avvisati i go verni han trovato che non v'ha miglior mezzo a regger un popolo, che quello di conoscerne a fondo le istituzioni, per poterne poscia ap plicare le regole. E però da pochissimi anni in qua lo studio del dritto musulmano, che abbandonato si era da prima agli indigeni, è venuto in fiore in Europa. Si metton fuori i mille responsi de' giuristi delle va rie sètte, s'interpretano i testi, si spiegan le chiose, e si frugano an cora gli atti antichi, in cui potessero leggersi le formole, che regola vano le lor private e pubbliche transazioni. Le pubblicazioni di varî trattati antichi di pace e di commercio, come quelle del Sacy, del Rei naud, dell'Amari ecc., mentre chiariscono i rapporti dell'Oriente col l'Occidente, ci spiegano ancora come s'intendesse dagli Arabi il giure internazionale. Ma di atti arabici privati non v'ha di pubblicato a mia conoscenza che poco, nè superano in antichità quei che, dopo più di otto secoli, conserva quest'Isola, e un paragone fra questi e quelli non sarebbe mai privo d'utilità. Pochi sono gli editi, come quello dato dal Bargès,