Textus Originalis

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ed altri da ripescarsi nelle cronache; nè è a ritenersi, che molti se ne conservino negli stessi paesi dell'Oriente, o dell'Africa, dove ad epoche relativamente fiorenti di gloria e di sapere lunghi secoli son dapertutto seguiti di anarchia e di barbarie, causa principale della distruzione degli Archivî. Le nostre carte arabiche, non è a negarsi, contengono atti stipulati fra Musulmani e Cristiani: ei nonpertanto è ben chiaro, e qualche convenzione passata fra soli Musulmani lo prova, che in esse, come la scrittura e la lingua, così le regole del dritto e le for mole proprie a' seguaci del Corano, sono costantemente seguite. E da una carta, in ultimo, che ancor resta de' Giudei di quest'Isola, gli studiosi di loro lingua e storia avranno sempre più motivo di ap prendere, come questa razza cosmopolita parlasse tuttavia in quel tempo la favella degli Arabi, suoi passati padroni, come corrottamente la scrivesse, e come, esprimendosi in una lingua non propria, usasse tuttavia il proprio alfabeto. Il sussidio, che possono apprestare queste carte greche ed arabi che, è mancato sin ora tra noi. Fu solo in troppo tarda età, che, pregiate al loro giusto valore le greche, si procurò di rischiararne il senso nel miglior modo possibile; e solo ai giorni nostri per la cono scenza dell'arabo meglio progredita in Sicilia, si è appreso che an che alle arabiche potea strapparsi quel velo che le ha tenuto avvilup pate finora. E pertanto la privazione di quest' elemento importante alla miglior conoscenza della storia di quei tempi remoti, è stata sen tita non poco e deplorata. Deplorata da dotti e da indotti: gli uni tratti dall'ignoranza istessa a supporre acchiuso in quelle l'arcano, e gli altri per taluni saggi dati, e qua e là pubblicati, speranzosi sempre di trovar qualche cosa di meglio in quello che rimanea an córa a spiegare. Ond' è che esplorando or questo or quel cimelio, non si è cessato sin oggi di dissodare l'incolto terreno con varî e repli cati lavori. Ma lavori parziali, da ritenersi piuttosto come studî e ten tativi, non poteano soddisfare la giusta curiosità del pubblico eru dito, che un'idea esatta e distinta volea formarsi del numero, della provenienza, e del contenuto di queste carte, come anche delle carte latine, per le quali tutte a più riprese fu fatta sentir la necessità di un lavoro uniforme e completo. A tal necessità intendea provvedere il passato Governo, coll' istitu zione del Grande Archivio di Palermo, e colla creazione della Cattedra di Paleografia, da cui potesse sorgere in seguito una Scuola adatta a