Textus Originalis
— XV —
I desiderî ripetutamente espressi dall'insigne professore Amari, che da più anni attende, con tanta dottrina e successo, all' illustrazione delle arabiche nostre memorie, premuroso che questa parte di esse non ri manesse più a lungo negletta; le facilitazioni esibitemi dal chiarissimo Isidoro La Lumia, noto scrittore di siciliane istorie, e Direttore di questo Grande Archivio, in cui l'insegnamento paleografico vien dato; e le amichevoli istanze dell'egregio signor Giuseppe Silvestri, benemerito cul tore degli studî archivistici, mi han fatto venire alla determinazione di sottoporre alla critica del pubblico il mio lavoro: determinazione alla quale anche gli eccitamenti di varî altri amici mi han confortato non poco. In una collezione, destinata a produrre fuori tutti i diplomi greci ed arabici, conosciuti sin oggi, non erano a preterirsi gli studî fatti su quelli che oggi più non esistono. Sia che rimasti inediti tuttora, sia che dati alla luce, essi spesso ti rappresentano l'originale perduto, della cui conoscenza non dee venir privato il pubblico erudito. Degli editi stessi i libri che li contengono, divengono sempre più rari, e diffi cile l'acquisto e l'esame di essi. Ed insieme poi, editi od inediti, rispon denti ad originali esistenti o perduti, tutti quanti, a mio credere, me ritavano di venir completati, e dove fosse possibile, emendati. In questi studî però è a far importante distinzione; imperocchè molti ve n'hanno relativi a' diplomi greci, pochissimi agli arabici. Non diverse di natura dalle latine, molte carte greche riflettenti spesso interessi privati, ne' primi secoli dopo che la favella fu dimen ticata, venner presi a tradurre; e di quelle versioni talune si conser vano ancora in varî transunti, sia che fatti da' notai essi stessi scienti di greco e latino, come solean dichiarare, o da interpreti che all'uopo venivan chiamati. Vaghezza di conoscer l'argomento d' una scrittura in lingua non più compresa, e desiderio di conservarne memoria fu più tardi la causa, che altri diplomi venisser tradotti, in occasione spe cialmente, in cui taluno arrivava di fuori, creduto capace a tant'ope ra. Varî Archivî qua e là contengono saggi di queste versioni, fatte spesso da gente ignorante, che scambiava talora una vendita per una donazione. Lo stesso Lascari, ben noto nella storia letteraria del secolo XV, chiamato a professar lettere greche in Messina, si pre stò anche a questo lavoro del volgarizzare, e non poche traduzioni v' hanno da lui fatte in vernacolo, che però lasciano molto a desiderare; forse perchè egli, valente nel greco, non lo era altrettanto nel nostro