Textus Originalis

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idioma, o perchè le sue parole non venivano ben comprese da coloro che le scriveano. L'opera di questi interpreti limitavasi alla traduzione, non alla trascrizione in caratteri chiari delle parole e de' nessi greci. Fu più tardi, che attribuito allo stesso originale quel valore, che me ritavasi per la lingua, in cui era scritto, vennero le così dette trascri zioni, di cui gli esemplari più antichi, quantunque in pochissimo nu mero, risalgono al secolo decimosesto. Sarebbe al certo opera lunga il voler qui riferire anche i semplici nomi di tutti coloro, i quali qua e là si fecero a tradurre greci diplomi. Il rito greco, durato lungo tempo fra noi, o per meglio dire, sino al giorno presente, fece sì che varie persone venissero adibite a tradurre qualche carta, di cui in certo modo intendeano la lingua, e de' loro lavori si trova ancora ne' varî Archivî qualche copia; la quale, quan tunque molto incompleta, e piena di mende, presenta pure la sua uti lità, come l'unico ricordo che resti d'un atto, di cui l'originale, per av ventura, sia andato smarrito. Un lavoro più proficuo però si fece più tardi sugli atti istessi, allorquando, attribuito all'originale un nuovo va lore per la lingua in cui era disteso, e considerato perciò come monu mento letterario, fu stimato opportuno di trascriverlo, sciolti tutti i nessi e superate le difficoltà che presentava; dando così agevolezza agli altri a studiarlo nella sua forma vera e genuina. A queste trascrizioni noi dobbiamo la conservazione d'altri diplomi, di cui gli originali or più non esistono, originali che vediamo rappresentati ancor meglio, se si riesce a supplire le lacune che in quelle si trovano, e, guidati dalle buone regole, a ristabilire nella prima forma le parole, che un' erronea interpretazione avea intieramente sfigurato. Il quale studio viene di molto facilitato, quando i nessi, o per meglio dire le abbreviazioni, non si trovano sciolti, bensì quasi disegnati. Di questi lavori ve n'ha ben antichi; e la nostra Biblioteca Comunale ne contiene parecchi in talune raccolte diplomatiche anonime, riferentisi tutti alle pergamene della Chiesa di Palermo, le quali, più che le altre di Sicilia, sono state tolte ad esame. Ma gli studî veramente letterarî, pe' quali la carta che tra scriveasi era presa a spiegare e commentare, come monumento dei tempi che furono, non piglian data fra noi che da un secolo in qua, cioè quando i nostri eruditi dalle opere del Montfaucon appresero a considerar meglio le ricchezze che racchiudeano i siciliani cimelî. Ed una spinta ben maggiore si ebbero nel vedere lo stesso celebre pa leografo pubblicare talune carte greche dell'Italia meridionale, e com-