Textus Originalis
— XVIII —
po trascorso, ad interessi privati, or trascurati come inutili, or troppo gelosamente conservati, furono per la prima volta studiati sullo scorcio del secolo passato, e per quanto nel presente si sia ritornato sui me desimi, pur dee riconoscersi, di non essersi approdato che a qualche lavoro incompleto od a risultati di poca importanza. Lo studio dell'arabo, fiorente prima in Italia e passato poscia oltre monti, specialmente in Francia e in Germania, fu sempre estraneo per noi, e si può dire che lo sia sino al giorno presente. Ed a stra nieri si ricorse più volte per aver contezza de' documenti arabici, che poteano riguardar la Sicilia. Ad estranei son dovuti gli studî e le pubblicazioni di cronache arabe che A. Amico, La Farina, Inveges, e G.-B. Caruso davano in tempi più remoti per estratti o traduzioni, o inserivano nelle loro opere e raccolte. E stranieri si furono l'arabo Mindinini, il maronita Masbani e l'Adami Vescovo di Aleppo, ai quali venivano mostrati i diplomi di questa Metropolitana Chiesa di Palermo, il Tychsen, l'Hammer, il Sacy, cui i nostri eruditi rivol geansi per avere spiegazione degli arabici monumenti, il Noël Des Vergers, che venne qui a studiare i diplomi della Chiesa di Mor reale e quei della Cattedrale di Palermo, di cui portò seco i lucidi in Parigi, e vari altri dotti, alemanni, francesi ed italiani, come il Lanci, cui furono inviate copie di varî diplomi a tradurre. A' quali tutti sono da aggiungere altri corrispondenti sedicenti arabisti, ed altri molti viaggiatori, che studiato alla meglio l'arabico, o perchè venuti dai paesi d'Oriente, si provarono talvolta ad interpretrare queste vec chie membrane. Orientali conoscitori della lingua per pratica, ed Occidentali che la sapessero per istudî e teorica, furono consultati più volte per dare i loro responsi sugli enimmi, che presentavano le nostre vetuste pergamene; ma con qual successo non è a dire. Basti ricordare, come de' loro lavori altro non v' abbia che una cattiva traduzione in volgare del Min dinini, la trascrizione del Masbani in caratteri siriaci di quattro diplomi arabici, dove tutto è sbagliato sin l'argomento, come sarà dimostrato a suo luogo; e del Noël Des Vergers un brano di diploma pubblicato, in cui, come si vedrà anche in seguito, resta qualche cosa a correggere. Nel tempo stesso però, in cui Orientali ed Arabisti si applicavano a queste interpretazioni, che riuscian sovente a vuoto per l'inesattezza de' lucidi e delle copie che lor si mandavano, taluni de' nostri po terono ritenersi più fortunati; avvegnachè arrivarono a produrre qual-