Textus Originalis
— XX —
gli studi del Tardia, del Gregorio, del Morso, del Mortillaro, del Caruso, contemplano tutti quanti i diplomi di questa Chiesa Cattedrale, e po chissimo gli altri della Palatina; correndo quasi la stessa sorte di quelli fatti sulle greche pergamene, le quali furon tuttavia più fortunate per le copie che si ebbero e che or son le sole a rappresentarci gli originali perduti. Conservati pertanto nel testo primitivo, o semplicemente trascritti, editi od inediti, tutti a mio parere son degni di vedere la luce, e tutti verranno compresi in questa raccolta, di cui passo brevemente a dire il modo di pubblicazione. Il presente lavoro comprenderà: 1° i testi originali de' diplomi colla Tavola analitica di essi in fine, e varî fac-simili di pergamene greche ed arabiche; 2º la traduzione ed illustrazione de' diplomi medesimi. Ho voluto restringere la pubblicazione a que' soli diplomi ed atti privati dell'epoca normanna e sveva, che si son cavati da' nostri Ar chivî. E quindi non ho creduto di accogliere nè le quattro lettere gre che dell' Imperatore Federico stampate dal Wolf, nè i trattati interna zionali editi dal Sacy e dall'Amari, benchè indirettamente possan ri guardar la Sicilia. Non ho stimato però conveniente di escludere due lettere, l'una in arabo e l'altra in turco, rinvenute in questo grande Archivio, quantunque si riferiscano al secolo XVII. Imperocchè dirette al Duca d'Alburquerque vicerè di Sicilia, e riguardanti una missione data dall'altro vicerè Filiberto di Savoia, toccano da vicino la storia nostra in quell'epoca, in cui il Turco diede tanto travaglio a quest'I sola. Queste due carte formeranno un' Appendice. I testi originali van divisi per Tabularî, incominciando da quello della Chiesa di Palermo; passando poscia agli altri della stessa città, in seguito a quelli del rimanente dell'Isola. Le carte di ogni singolo Tabulario son ordinate cronologicamente, rimandando all'ultimo posto qualcuna d'incerta data. Questi testi sono parte greci, ed in greca scrittura, e parte arabi, in carattere pure arabico, all'eccezione d'un solo in lettere ebraiche. Taluni d'essi sono bilingui, cioè in greco ed arabo, in greco ed in la tino, ovvero in latino ed arabo. Essi son dati promiscuamente, greci ed arabi, sì per non divider troppo i Tabularî, di cui taluno non contiene spesso che un numero assai ristretto di diplomi, come perchè non su scettibili d'una comoda classificazione. Se si volesse far distinzione fra quei di una e quei d'un'altra lingua, si vedrebbe talvolta un diploma