Textus Originalis
DELL'EPOCA NORMANNA IN SICILIA
E perciò mi parve strano che lo Scheffer-Boichorst lo registrasse al n. 7 del suo « Regesten ungedrukter Urkunden der Kaiserin Constanze » come falso (1). Eppure dopo più matura riflessione e lo studio di tutti i privilegî del monastero di S. Maria di Valle Giosafat, conservati nell' Archivio di Stato di Palermo, confesso che lo Scheffer-Boichorst ha piena ragione. Il diploma è falso: però non sono i caratteri diplomatici interni che lo convincono di falso; ma gli esterni (la scrittura e l'apposizione del suggello) e l' esame storico del testo (2). È strano che un Conradus Brunsvicensis, cioè un notaro tedesco, di cui non s' ha altro ricordo, usi la grafia e le formule protocollari della Cancelleria Siciliana, e non dell' Imperiale, quando non aveva ancora potuto avere il tempo di abituarvisi; mentre è evidente che i monaci con questo privilegio miravano a dimostrare che avevano goduto la franchigia di dogana non solo per il porto di Messina, ma eziandio per tutti
Note a pie di pagina
1 (1) Neues Archiv., XXIV, pp. 226-7.
2 (2) Da una lettera direttami dall' egregio Prof. Scheffer-Boichorst il 4 Gennaio 1899, riporto le ragioni per cui dichiarò falso il doc. di Costanza: « Was speciell die Urkunde der Konstanze (in Ihrem Buche 158 N. 6) betrifft, so halte ich sie für unecht, denn. « 1) hängt sie mit den anderen unechten Urkunden aufs engste zusammen, namentlich mit der Heinrichs VI. (bei Stumpf Acta imperii 585 N. 419). « 2) so unmöglich in der unechten Urkunde Heinrichs VI. ist " Scriptum per manus Ioannis de Napoli, datum per manus Henrici Wormaciensis episcopi „, so unmöglich ist in derjenigen der Constanze: " Scriptum per manus Conradi Brusvicensis, datum per manus Mathei Capuani archiepiscopi „. " Datum per manus „ findet sich in keiner Urkunde der Constanze, und wenn sie auch " Scriptum per manus „ sagt, so steht zu dem Namen des betreffenden Notars doch nie dessen Heimatsort. « 3) Constanze hat in der echten Urkunde vom Ianuar 1196 nur gestattet: " extrahent a portu Messane „, und in demselben Monat desselben Iahres soll sie nach der von mir verdächtigten Urkunde gestattet haben: " extraxerint de portu Messane et aliis portubus Sicilie et Calabrie „! »