Textus Originalis
PREFAZIONE
La datazione fa parte, sia nei contratti greci, sia nei latini e negli arabi, del protocollo iniziale o finale: non v'è regola costante; i latini hanno sempre l'anno ab incarnatione, i greci l'anno mundi e l'indizione costantinopolitana, gli arabi l'anno dell'Egira senza alcuna indizione. In generale le scritte, oltre che atti a beneficio di autorità ecclesiastiche, talvolta sono fra privati e redatti da preti o da laici; ma queste ultime sempre alla presenza di buon numero di testimonî: boni homines; le carte tanto poco frequenti al tempo del secondo Ruggiero, vengono a poco crescendo d'importanza, e le scritte nelle formule vi si avvicinano: resta che siano autenticate o scritte sempre del notaro, e a questo mirò la riforma di Federico II. § IX. — Criterî paleografici di trascrizione; osservazioni per la paleografia del tempo normanno. Conclusione. Resta che m'intrattenga brevemente dei criterî paleografici di trascrizione, e di alcune osservazioni su peculiarità, le quali mi sembrano tipiche per la paleografia siciliana. Quando ho trascritto da pergamene originali ho avuto cura d'identificare la pergamena, descrivendone la lunghezza, la larghezza e lo stato di conservazione, e avvertendo, s'era il caso, se fosse munita di suggello pendente. La trascrizione è stata fedelmente condotta, nulla omettendo, nulla corregendo; di mio non ho posto, al bisogno, che qualche avvertenza per indicare qualche forma non rispondente alla grammatica; anche la punteggiatura ho lasciato tal quale. Sulla punteggiatura osservo che abbiamo le tre specie di punti, che Tommaso di Capua, Cardinale di S. Sabina, chiamava: coma colon, periodus (1), e in un manuale De arte dic-
Note a pie di pagina
1 (1) WINKELMANN, Sicilische und Paestliche Kanzleiordungen und Kanzleigebrauche, des XIII. Jahrhunderts. Innsbruck, 1880, p. 32.