Textus Originalis
PREFAZIONE
legittimi, costituire erede chiunque gli aggrada, e se impoverisce in modo da non potere pagare più il canone, la Chiesa potrà riprendere il fondo o la casa che fosse. I creditori possono valersi di quell'immobile come garenzia del credito, salvo il diritto enfiteutico. Se l'enfiteuta trasferisce altrove la sua residenza, o cadrà nelle mani dei barbari, la Chiesa aspetterà sette anni, potendo in questo tempo fittare ad altri; se ritornerà fra' sette anni computabitur quod repertum fuit..... de locacione...., et si munus aliquod repertum fuerit, ipse dampnum et detrimentum ecclesie restituet, qualora desideri ricevere il fondo o la casa; se non ritorna, la Chiesa ne acquista completamente la proprietà. Nel tempo Svevo l'enfiteusi si regola con particolari più specifici: l'istituto è più progredito. L'archetipo di tutti questi contratti enfiteutici, per ragion di tempo, è quello del 1164 (?) sotto il vescovo Bosone. Giova avvertire però che tutto il formulario breve e conciso è fattura notarile, possibilmente del notaro Matteo d'Aversa, o Cigniè, di cui abbiamo parecchi ricordi nelle pergamene di Cefalù (doc. LXXXIII, XCVII, CII, CIX). In una anzi (1185 Maggio) lo trovo menzionato come notaro del vescovo (..... presens privilegium per manus Mathei notarii nostri inde sibi fieri ecc.); e quantunque non in tutti i contratti si faccia il suo nome, pure è a credere che egli ne sia stato lo scrittore. Queste carte portano regolarmente il suggello vescovile, la firma del vescovo, come autore, e quella del capitolo come consenziente. Dalle carte vescovili possiamo anche trarre alcune considerazioni sulle cancellerie vescovili dell'Italia Meridionale nel sec. XII. I vescovi nella redazione dei documenti si servivano dell'opera dei loro cappellani come scriptores, (doc. XXV, L, LIII, LXXXIV); alle volte di laici, che nella curia vescovile occupavano il posto di notari (doc. XLV, LII (?), XCVII ecc.), e talvolta anche del notaro regio, come appunto fa Pietro vescovo di Brindisi (doc. LXXXIV). Le loro carte sono sempre munite del suggello; ma non possiamo malauguratamente sa-