Textus Originalis

PREFAZIONE

PREFAZIONE

guita da questa formula costante che fa parte dell'intitolazione: Σιγίλλιον γενόμενος παρ᾽ἐμοῦ ῥογέριου etc. (1). Quest'uso è seguito anche dai membri della famiglia dominante, come a dire da Tancredi di Siracusa (2) e da Ruggiero duca figliuolo a Roberto Guiscardo (3). La voce σιγίλλιον, dai traduttori contemporanei o quasi, è sempre tradotta o privilegium più spesso, o sigillum (4). Il periodo regio inizia invece una forma nuova; non sempre, come prima, si ha il Chrismon iniziale (☩), la voce σιγίλλιον è scomparsa, i diplomi costantemente cominciano coll'intitolazione sovrana, alternando queste due formule, o: ῾Ρογέριος ἐν Χριστῶ τῶ θεῶ εὐσεβὴς κραταιὸς ῥήξ » o alle volte aggiungendovi anche « ..... καὶ τῶν Χριστιανῶν βοηθὸς » (5); ripetute poi nel protocollo finale come apposizione di firma. Questa intitolazione risponde all' 'alâma usato in un solo diploma arabo-greco e che l'Amari trascrive: El hamd lillah sciakran linia 'mih, cioè: « Lode a Dio per riconoscenza dei suoi benefizii » (6).

Note a pie di pagina

1 rini al Signum Christi; cf. I. CARINI, Il « Signum Christi » nei monumenti del Medio Evo, appunti e note per la nuova scuola Vaticana, II ediz. 1890, Roma, p. 13.

2 Debbo all'egregio Dott. Lodi l'aver potuto studiare questo opuscolo che non si trova nelle nostre Biblioteche.

3 (1) CUSA, pagg. 5, 289, 359, 383, 385, 387, 393, 394, 403, 407, 409, 554; TRINCHERA, pp. 68, 74, 101.

4 (2) CUSA, pp. 554, 557, 559.

5 (3) TRINCHERA, p. 83.

6 (4) Cf. i documenti di questa raccolta ai n. 1, 2, 5, 6.

7 (5) CUSA, pp. 13, 16, 20, 24, 26, 115, 117, 131, 292, 519, 525, 650; TRINCHERA, pp. 138, 155; RUSSI, Paleog. e Dipl. dei documenti delle Provincie Napoletane. Napoli, 1883, app. XIV.

8 (6) AMARI, op. cit., p. 449; CUSA, op. cit., p. 68. Tranne questo diploma del 1143, gli altri hanno o l'invocazione divina (bismillâh) o l'intitolazione regia scritta in greco. Cf. CUSA, pp 28, 34, 130, 650. Si potrebbe supporre che il formulario dell'intitolazione regia in greco, anzichè traduzione dell' 'alâma arabo, come vorrebbe l'illustre Amari (pag. 451,