Textus Originalis
PREFAZIONE
effettivamente fosse genuino il testo del famoso privilegio per Messina del 1129, al passo che comincia: Preterea cives et habitores predictas liberas facimus..... de omnibus et singulis gabellis dohanis etc., come si spiegherebbe il fatto che Guglielmo pria di confermare il privilegio di Ruggiero al Monastero di S. Maria interroga i portulani di Messina? Quel Monastero avea case e molte in Messina, e quindi faceva parte di quei cives et habitatores che avrebbero dovuto godere la franchigia dai diritti del porto. E come mai la duana computava invece 120 tarì, per scomputo delle franchigie godute dai monaci? Ciò significa che nel tempo di Ruggiero il porto franco i Messinesi non l'ebbero; e che il priv. 11 Ottobre 1144 dello stesso Tabulario è una falsificazione: se fosse vero nel passo: ..... quod libere et sine exactione aliqua ac debito extraat de portu, ecc., non vi sarebbe stato bisogno di alcuna inquisizione ai tempi di Guglielmo II (1). Ma di ciò mi occuperò in Appendice. Questo documento mi par la ripruova specifica di quanto afferma lo Scheffer-Boichorst (2) relativamente al privilegio conceduto nel 1194 da Arrigo VI, confermato poi da Costanza ai Messinesi: sie ist—möchte ich sagen,—nur die natürliche Etappe auf dem mühsamen Wege zu völliger Handelsfreiheit. Nel 1160 Maggio Guglielmo aveva diminuito il diritto di porto dal 10 al 3% (3); Arrigo VI lo esentò per le merci pel porto di Messina; Federico II nel Dicembre 1199 per tutto il regno (4). Calcolando che 120 tarì era il dazio, che avrebbero dovuto pagare i soli monaci di S. Maria di Valle Giosafat fino al 1194, ai portulani di Messina per importazione ed esportazione di merci; e che pel privilegio di Guglielmo computavasi il
Note a pie di pagina
1 (1) BATTAGLIA, op. cit., p. 7, 8.
2 (2) Zur Geschichte des XII. und XIII. Jahrhunderts, Dipl. Forschuny. Berlin, 1897, p. 234.
3 (3) GALLO, Annali di Messina, II, 37, ed. II.
4 (4) BÖHMER-FICKER, 535; GALLO, II, 79, ed. II; Doc. per s. alla storia di Sicilia, 1a Serie, XIV, 45.