Textus Originalis
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di Sicilia, egli s'interessa poco della topografia delle singole città e non specifica l'entità dei ruderi delle medesime. Cluverio è geografo e non topografo, quindi nel nostro lavoro non avremo spesso occasione di citarlo. Gli errori, nei quali era incorso il Mirabella, furono in parte rilevati e corretti da un suo concittadino: Jac. Bonanni e Colonna, duca di Montalbano. J. BONANNI E COLONNA, DUCA DI MONTALBANO, L'antica Siracusa illustrata. Messina 1624, 4°, nuova ediz. Pal. 1717, fol. form. il vol. I dell'opera intitolata: Delle antiche Siracuse, il cui volume II contiene gli autori anteriori al Bonanno, tra cui il Mirabella, ed i capitoli relativi a Siracusa dei libri di Arezzo, Cluverio, Fazello e dell'opera di Gualterio sopra le iscrizioni antiche della Sicilia. Senonchè si dubita che il vero autore del libro pubblicato sotto il nome del Bonanni sia stato il CARRERA, storico di Catania, vedi (Fr. di P. Avolio) Memorie intorno al cav. Mirabella e Alagona. Pal. 1829, 8°, p. 30 ove si cita: Carrera, mem. istor. di Catania, p. 8 e 410. Dopo il Bonanni gli studî sulla topografia di Siracusa vennero meno durante un secolo. Al principio del sec. XVIII abbiamo da notare soltanto la pubblicazione del Thesaurus di Graevio, già più volte da noi citato, il quale, rendendo accessibili a tutti gli scienziati i lavori sin allora non sempre facilmente reperibili, agevolò assai gli studî anche sopra la topografia Siracusana. I primi che abbiano ripreso siffatti studî, furono viaggiatori stranieri, i quali, descrivendo le cose da loro in Sicilia vedute, parlarono anche delle antiche città dell'isola, tra cui primeggia Siracusa. Dalla seconda metà del secolo scorso a questa parte, il numero dei viaggiatori che visitarono la Sicilia e la fecero argomento di libri descrittivi, è andato sempre crescendo. Si comprende di leggieri, che non tutte queste descrizioni possano avere un valore scientifico. Molti viaggiatori non erano dotti, bensì uomini di mondo, e se essi, comunicando al pubblico le impressioni ricevute nel visitare Siracusa, non mancano di parlare anche delle sue antichità, essi lo fanno ripetendo semplicemente ciò che avevano inteso dai ciceroni del luogo. Siffatte relazioni non possono dunque essere di grande utilità per la scienza